La Cartografia Storica della Provincia di Napoli

Catalogo ragionato della Societa Geografica Italiana a cura del prof. Vladimiro Valerio.

Rispetto al contesto generale del Mezzogiorno d'Italia, la Provincia di Napoli si trova ad avere una copertura di immagini storiche del proprio territorio nettamente più favorevole e ciò per due ordini di motivi: primo, perché la prossimità della città di Napoli, capitale fin dall'età moderna di una stato unitario (sebbene sotto vari domini) ha favorito una serie di ricognizioni e di indagini geografiche, cartografiche e statistiche; secondo, perché la peculiarità dei luoghi, antropizzati da tempo antichissimo, ha fornito oggetto di studio e di interesse sia dal punto di vista scientifico che antiquario, a partire già dall'età dell'Umanesimo. Una cadenza quasi centenaria, a partire dal XV secolo, sottolinea la nascita ed il rinnovato interesse per la conoscenza del territorio e per la sua rappresentazione: le tappe fondamentali si svolgeranno quasi sempre a partire dall'ultimo quarto del secolo andando poi ad affievolirsi e talvolta a dimenticarsi negli anni successivi. La serie di immagini territoriali di valenza cartografica si possono scindere sostanzialmente in due gruppi, uno relativo alla città di Napoli ed all'area circostante, l'altro ai luoghi del mito (isole, area flegrea, Vesuvio, costiera sorrentina). Grazie a questa doppia peculiarità abbiamo la fortuna di disporre di carte abbastanza attendibili, ed in scala geograficamente significativa già dalla seconda metà del Quattrocento.

Le carte aragonesi coprivano interamente il territorio del Regno in scale variabili tra 1:50.000 ed 1:120.000 ed una valutazione del loro contenuto informativo la possiamo agevolmente effettuare sulla scorta di una fedele copia tardo settecentesca relativa purtroppo alla sola penisola sorrentina

Per approfondimenti, si veda le seguenti schede:

Carta della penisola Sorrentina (XV secolo) - Esempio

Alle particolarità geologiche sono invece legate alcuni documenti geo-cartografici cinquecenteschi quali quello che registra l'eruzione del Monte Nuovo del 1538, la carta dell'isola d'Ischia redatta per illustrare le proprietà termali e curative delle acque dell'isola e la prima carta dei Campi Flegrei con tutte le testimonianze del mondo classico ancora presenti sul territorio

Nel Cinquecento, di grande rilievo sono alcune piante urbane che testimoniano dello stato edilizio e della crescita della città in un momento cruciale della sua storia, l'espansione ad occidente sotto il viceregno di don Pedro di Toledo

Dopo la felice stagione aragonese, della quale rimangono come si è detto solo pochi frammenti, a cavallo tra il Cinquecento ed il Seicento si ritorna a rivelare ed a rappresentare il territorio dell'intero Regno secondo un preciso piano politico e finanziario. Nascono così i rilevamenti di Stigliola e di Cartaro, rimasti a livello di manoscritti, e le successive elaborazioni diffuse attraverso l'incisione e la stampa fatte dal Magini nei primi anni del Seicento

Durante tutto il XVII secolo, le immagini territoriali ricalcarono più o meno pedantemente quelle realizzate dal Magini e diffuse a livello Europeo dall'editoria olandese. Solo la pianta-veduta di Napoli di Alessandro Baratta si impone alla nostra attenzione per l'assoluta novità tanto nella concezione e nella scala, quanto nei contenuti e nel disegno geografico, che abbraccia l'intera regione occidentale dell'attuale Provincia di Napoli

Per approfondimenti, si veda le seguenti schede:

Pianta di Napoli, Baratta 1627-29)

Solo sul finire del XVII secolo (secondo la cadenza centenaria cui abbiamo accennato all'inizio) si torna a rivisitare i luoghi del territorio napoletano con occhi diversi e si realizzano nuovi elaborati non più ricalcati sull'autorità del Magini. Così De Silva e Bulifon si trovano a disegnare e pubblicare, rispettivamente, nuove immagini dei territori e delle città del Mezzogiorno e Paolo Petrini può dare alle stampe una nuova e significativa immagine della città

Il Settecento si preannuncia di grande interesse sulla scorta degli scavi archeologi effettuati nell'area vesuviana e sulla grande eco che questi ebbero nell'intera Europa, anticipando sul versante atiquario il grande interesse del riformismo napoletano nei confronti dei temi del benessere e della crescita economica, cultuale e sociale della città di Napoli e dell'intero regno.

La carta di Weber, inserita come tavola di apertura delle antichità di Ercolano, rilevata e corretta sui luoghi, è una sorta di manifesto di tale nuova mentalità, cui fa da sponda la contemporanea Lettera di Giovanni Carafa duca di Noja sulla necessità di disegnare una nuova ed esatta pianta della Città di Napoli.

Tra queste due operazioni e quasi a preludere quella che può a buona regione definirsi l'età d'oro della cartografia napoletana, si inserisce l'esperienza parigina di Ferdinando Galiani, che riesce a realizzare sulla scorta di fonti dirette ed indirette, di disegni e di cartografie a stampa, nonché su osservazioni astronomiche la migliore carta pre-geodetica dell'intero Mezzogiorno d'Italia

Per approfondimenti, si veda le seguenti schede:

Carta della Sicilia Prima, Galiani- Rizzi Zannoni (1769) - Esempio

Siamo giunti così al volgere del XVIII secolo che vede rinascere l'interesse per la conoscenza e per la rappresentazione cartografica del territorio napoletano, questa volta in maniera scientificamente ed artisticamente incomparabile. Napoli ed il suo territorio sono le prime aree soggette a rilevamento; i disegni furono quindi incisi e diffusi provocando una vera e propria rivoluzione rispetto alle precedenti conoscenze ed immagini.

Le carte realizzate in questo periodo (1781-1794) si impongono per le scale topograficamente elevate (1:12.000 per la città di Napoli e da 1: 50.000 a 1:114.000 per il territorio circostante) e per la ricchezza di dettaglio topografico ed informativo

Solo nel secondo e nel terzo decennio del secolo successivo tali elaborati furono superati da più meticolosi ed attenti rilievi eseguiti dagli ingegneri topografi dell'Officio Topografico del Regno di Napoli. Per la prima volta si utilizza una proiezione con un reticolo geografico ed un meridiano di riferimento che passa per un osservatorio astronomico, quello di Miradois a Capodimonte.

Tali carte, della quali esistono sia gli originali manoscritti in scala 1:20.000 che le redazioni a stampa in scala 1:25.000, costituiscono le pietre miliari per qualunque lettura storica dell'evoluzione del territorio napoletano

Negli anni preunitari si pubblicano, spesso sulla scorta dei rilevamenti ufficiali non ancora resi pubblici, una discreta quantità di atlanti corografici nei quali vengono descritte le province del Regno. L'interesse di alcune di queste carte risiede anche nella presenza di ricche notazioni statistiche altrimenti rintracciabili, e non sempre, attraverso la lettura di numerosi e dispariti testi di geografia, economia e politica meridionali

Un ulteriore passo avanti, soprattutto per la diffusione ad un vasto pubblico di utenti dei rilevamenti cartografici si ebbe solo con l'Unità d'Italia; difatti, malgrado i promettenti avvii la carta del regno in scala 1:80.000 (progettata nel 1814) non fu mai pubblicata e le parti rilevate, ad eccezione del territorio napoletano, rimasero solo sotto forma di manoscritti. Fu così compito del nuovo governo nazionale rivedere, aggiornare, completare e pubblicare il rilevamento dell'ex regno di Napoli ed aggiornare la pianta della città che stava per essere interessata da importanti opere di ristrutturazione urbana

La carta d'Italia in scala 1:25.000 fu all'inizio avviata solo per i territori ritenuti strategicamente più importanti, per le aree urbane o per quelle per le quali si disponeva di documentazione cartografica e furono soggetti a periodi aggiornamenti fino al 1937.

Con il secondo conflitto mondiale la vecchia carta, rilevata sul terreno, venne lentamente sostituita da rilevamenti aerofotogrammetrici impostati su dati dell'ellissoide di riferimento diverso dal precedente e su una nuova proiezione cartografica .

Per approfondimenti, si veda le seguenti schede:

Carta d'Italia, 1:25.000 (1956 e successivi aggiornamenti)

Questi dati sono stati superati solo con la nuova serie cartografica in scala 1:50.000 per la quale sono stati modificati anche la dimensione dei fogli ed il taglio geografico generale .

Per approfondimenti, si veda le seguenti schede:

Carta d'Italia, 1:50.000 (1980 e successivi aggiornamenti)

Sulla scorta di tale nuova carta dello Stato sono state redatte tutte le carte tecniche regionali italiane ed i rilevamenti urbani dei quali purtroppo la regione Campania è ancora abbastanza povera. Si segnala per la bellezza del disegno e per l'ampiezza dell'area rappresentata la penisola sorrentina (la stesa raffigurata nella prima scheda di questa ricognizione) in scala 1:5.000 realizzata nel corso degli anni '70 e che doveva servire di modello alla carta tecnica regionale .

Per approfondimenti, si veda le seguenti schede:

Carta della costiera Sorrentina, 1:5.000 (1977 e successivi aggiornamenti)



Bibliografia

Vladimiro Valerio
Società Uomini e Istituzioni Cartografiche nel Mezzogiorno d?Italia.
Firenze, Istituto Geografico Militare, 1993.

Giulio Pane, Vladimiro Valerio
La città di Napoli tra vedutismo e cartografia
Napoli, Grimaldi, 1987.

Vladimiro Valerio
Piante e vedute di Napoli dal 1486 al 1599. All?origine dell?iconografia urbana europea. Con il contributo di Ermanno Bellucci
Napoli, Electa, 1998.

Dora Niola Buchner
Ischia nelle carte geografiche del Cinquecento e Seicento.
Lacco Ameno, ImagAenaria, 2000.

Antonio e Luigi Bolifoni
Carte de? Regni di Napoli e di Sicilia loro provincie ed isole adiacenti.
Casa del Libro, Salerno 1982 (ristampa anastatica).

Giovan Battista Pacichelli
Il regno di Napoli in prospettiva.
Forni Editore, Bologna 1975, vol. I (ristampa anastatica).

AA.VV.
Civiltà del Settecento a Napoli.
Catalogo della mostra, Centro Di, Firenze 1980, vol. II.

Giovanni Cerami, Francesco Forte
L?area metropolitana di Napoli, Metodologie ed indirizzi progettuali per il piano dell?area Napoletana.
Aldo Fiory Editore, Napoli 1983.

Cataloghi a stampa dell?Istituto Geografico Militare
Firenze (1879-1994).




Indicazione bibliografica delle immagini allegate

1) Carta della penisola Sorrentina (XV secolo)
19) Carta della Sicilia Prima, Galiani- Rizzi Zannoni (1769)
21) Foglio III dell'Atlante Marittimo del Regno di Napoli, Rizzi Zannoni (1786)
22) Fogli 10 e 15 dell'Atlante geografico del Regno di Napoli, Rizzi Zannoni (1788)
26) Carta dei Dintorni di Napoli, Reale Officio Topografico (1817-19)
27) Carta dei Dintorni di Napoli, Reale Officio Topografico, manoscritti (1817-40)
34) Pianta della città di Napoli, Comune di Napoli (1872-80)
35) Carta dell'Italia Meridionale, ?Sesto Antico?, 1:50.000 (1877)
Tratte da: Vladimiro Valerio, Società Uomini e Istituzioni Cartografiche nel Mezzogiorno d'Italia. Firenze, Istitu¬to Geografico Militare, 1993.

2) Eruzione del monte nuovo (1540)
4) Pianta di Napoli, Etienne Du Pérac (1566)
5) Pianta di Napoli, Mario Cartaro (1579)
10) Carta dei Regi Lagni, Mario Cartaro (1615)
12) Pianta di Napoli, Baratta 1627-29)
16) Pianta della città di Napoli, Petrini (1698)
20) Pianta di Napoli, Giovanni Carafa Duca di Noja (1775)
23) Pianta di Napoli, Rizzi Zannoni 1790
24) Carta del Litorale di Napoli, Rizzi Zannoni (1793)
25) Carta dell'Agro Napoletano, Rizzi Zannoni (1794)
28) Pianta della città di Napoli, ROT (1826, con aggiornamenti successivi)
30) Pianta dei quartieri della città di Napoli (1830)
Tratte da: Giulio Pane, Vladimiro Valerio, La città di Napoli tra vedutismo e cartografia, Napoli, Grimaldi 1987.

3) Pianta di Napoli, CarloTheti (1560)
Tratta da: Vladimiro Valerio, Piante e vedute di Napoli dal 1486 al 1599. All'origine dell'iconografia urbana europea. Con il contributo di Ermanno Bellucci. Napoli, Electa, 1998.

6) Carta dei Campi Flegrei, Mario Cartaro (1584)
7) Isola di Ischia, Mario Cartaro (1586)
9) Provincia di Terra di Lavoro, Mario Cartaro (1613)
11) Provincia di Terra di Lavoro, Giovanni Antonio Magini (1620)
Tratte da: Dora Niola Buchner, Ischia nelle carte geografiche del Cinquecento e Seicento, Lacco Ameno, ImagAenaria 2000.

8) Provincia di Terra di Lavoro, Nicola Antonio Stigliola (1595)
Tratta da: originale fotografico.


13) Campagna Felice, Bulifon-de Silva (1692)
14) Provincia di Terra di Lavoro, Bulifon-de Silva (1692)
15) Veduta di Ischia e Procida, Bulifon-de Silva (1692)
Tratte da: Antonio e Luigi Bolifoni, Carte de' Regni di Napoli e di Sicilia loro provincie ed isole adiacenti, Casa del Libro, Salerno 1982 (ristampa anastatica).

17) Provincia di Terra di Lavoro, Pacichelli-de Silva (1703)
Tratta da: Giovan Battista Pacichelli, Il regno di Napoli in prospettiva, Forni Editore, Bologna 1975, vol. I (ristampa anastatica).

18) Cratere Marittimo, Carl Weber (1754)
Tratta da: AA.VV., Civiltà del Settecento a Napoli, Catalogo della mostra, Centro Di, Firenze 1980, vol. II.

32) Provincia di Napoli, De Sanctis (1840)
Tratta da: Giovanni Cerami, Francesco Forte, L'area metropolitana di Napoli, Metodologie ed indirizzi progettuali per il piano dell'area Napoletana, Aldo Fiory Editore, Napoli 1983.